Abbiamo pubblicato alcune settimane fa la prima parte dei “miti della fertilità e della riproduzione assistita”: queste affermazioni e credenze a cui tutti facciamo fronte in un momento o in un altro, e che fanno sorgere dubbi o paure In ogni fase di questo lungo processo… queste credenze sono, in molti casi, totalmente infondate, o almeno non verificate. Nel post di oggi, il Dr Dosouto ci aiuta a smontare alcuni degli altri grandi miti:
 
Ho un dolore di mestruazioni, non ha funzionato…
Le gravidanze per FIV sono gravidanze a rischio…
Non stressarti: rilassati e funzionerà…

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Carlos Dosouto Capel è ginecologo specializzato in riproduzione assistita all’Istituto Dexeus Donna. Ci siamo riuniti per sfatare alcuni di questi “miti” e cogliere consigli pratici frutto della sua conoscenza e esperienza.

CONVINZIONE: NON STO PRODUCENDO MOLTI OVULI, NON FUNZIONERÀ.

SÌ, e NO – il numero di ovuli non definisce la qualità futura degli embrioni, e ci sono molti altri fattori che entrano in gioco.

“All’inizio del trattamento, l’unico criterio per sapere se le cose vanno bene o male è il numero di ovociti. Ma non soffermarti su questa informazione perché ti farà impazzire, ci sono molti altri fattori che influenzano nella fecondazione e poi nell’impianto.

A parità di età e di situazione, statisticamente è vero che più ovuli, meglio é: matematicamente, è meglio avere 15 ovuli che 4, perché danno più possibilità.

Tuttavia, indipendentemente dal numero di ovociti, il fattore più importante di tutti è l’età: è meglio avere 4 ovuli di una donna di 30 anni, che 10 di una donna di 45 anni.

E poi interviene anche la qualità: ci sono pazienti che hanno molti ovuli, ma gli embrioni sono di qualità scadente. Gli embrioni si fecondano, ma poi si sviluppano male. E ci sono molte più probabilità di rimanere incinta con un embrione di buona qualità, che con 2 di cattiva qualità.”

CONVINZIONE: HO PERDITE, NON HA FUNZIONATO – O IL CONTRARIO: HO IL SENO GONFIO, SARÒ INCINTA?

FALSO – durante l’attesa, non esiste nessun sintoma che indichi una gravidanza o al contrario una mancanza di impianto.

“Fino alla beta, dimentica se hai o meno dolori con le mestruazioni, dolore al petto, perdite, nausea, sonno, ecc. Tutti questi sintomi (positivi e negativi) si possono confondere con gli effetti del progesterone, o con lo stesso processo di FIV o inseminazione. Tanto se resti incinta come se no, fino alla beta è molto difficile notare sintomi di gravidanza. Non ti fidare dei segni, né in un senso che nell’altro.

Per esempio: è molto frequente avere un po’ di perdite verso la beta, 1 o 2 giorni prima. Ma a meno che non sia chiaramente una mestruazione, non ha senso dare interpretazioni. Possono esserci perdite dovute all’impianto; puó succedere anche in una gravidanza normale. il giorno dell’inseminazione, né i giorni seguenti.“

CONVINZIONE: LE GRAVIDANZE PER RIPRODUZIONE ASSISTITA SONO GRAVIDANZE A PIÙ ALTO RISCHIO.

VERO – ma non per il processo di riproduzione assistita in sé, ma per statistica.

“In generale, le gravidanze per riproduzione assistita sono un po’ più rischiose. Se confrontiamo un gruppo di pazienti FIV e un gruppo di pazienti con gravidanze naturali, sì che ci sono più gravidanze a rischio. Ma non per i trattamenti in sé, ma perché si tratta di un gruppo di pazienti in generale (a livello statistico) con un’età maggiore, con problemi diversi che non riescono a rimanere incinte naturalmente (problemi ormonali ecc. ). Per questo esistono piú rischi di prematurità, di ipertensione durante la gravidanza, di diabete, ecc.

Occhio! Non significa che il rischio è alto, ma è un pò più alto che in gravidanze naturali, per il profilo dei pazienti. Nel caso di una coppia giovane, con un problema maschile che riusciamo a risolvere con una FIV, possiamo considerarlo un gravidanza perfettamente normale.”

CONVINZIONE: IL FATTORE PSICOLOGICO È FONDAMENTALE: NON STRESSARTI, STAI TRANQUILLA E FUNZIONERÀ.

SI e NO – non è dimostrato, e inoltre non è il fattore che più influenza. Ma é vero che livelli molto elevati di stress possono avere un impatto sulle funzioni riproduttive.

“Non ci sono studi che lo dimostrino e se una paziente deve rimanere incinta finirà riuscendoci, che sia o meno nervosa e stressata. Allo stesso modo, se un paziente ha problemi importanti, il fatto di essere rilassata non sarà un fattore decisivo. Non serve a nulla dire ” stai tranquilla e ce la farai.”

Tuttavia, è chiaro che lo stress è in contrasto con la fertilità in generale: se c’è molto stress, i livelli di cortisolo sono più alti e possono accadere una serie di disturbi ormonali (anche disturbi del ciclo mestruale, problemi di ovulazione, ecc. ). In questo caso, l’agopuntura per esempio può servire molto perché aiuta a diminuire i livelli di stress.

Per quanto riguarda la riproduzione assistita in particolare, non esistono studi che dimostrano che lo stress agisce negativamente nei risultati di un ciclo, anche se sembra plausibile: in fiv concretamente, una donna molto ansiosa e stressata il giorno del transfer può avere contrazioni uterine. Per questo, quando abbiamo una paziente molto ansiosa, diamo un tranquillante prima del transfer affinché sia più rilassata.”

CONVINZIONE: CONDURRE UNA VITA SANA DURANTE I TRATTAMENTI, MI AIUTERÀ AD AVERE RISULTATI POSITIVI

FALSO – Devi cambiare le tue abitudini come minimo un paio di mesi prima di iniziare il processo.

“Non colpevolizzarti e non stressarti: non è perché mangi bio durante il ciclo che funzionerà. Molti pazienti si stressano e si mettono pressione nell’ultimo mese per stare più in forma, smettere di fumare, perdere peso, ecc. Ma è un tema molto più a lungo termine, che si deve iniziare mesi prima: cambiare le abitudini di vita durante il trattamento può essere molto stressante e non avrà un impatto maggiore. La qualità seminale di un uomo, per esempio, dipende da quello che ha fatto negli ultimi 3 mesi, non solo nell’ultimo mese.

Tuttavia, anche se l’impatto fisico non è immediato, ci sono molte cose che puoi fare per migliorare il ciclo e stare più tranquilla: dormire bene, essere più rilassata, meglio accompagnata, prenderti cura di te, ecc. Forse non ci sono grandi differenze nel risultato finale, ma il processo sarà più facile.”

CONVINZIONE: QUANTI PIÙ EMBRIONI VENGONO TRASFERITI, MEGLIO É? (FIV)

FALSO – Sempre più spesso vengono trasferiti meno embrioni: quello che più influisce è la qualità dell’embrione trasferito. Inoltre, trasferire vari embrioni può provocare gravidanze multiple, che rappresentano più rischi.

“Alla Dexeus non trasferiamo 3 embrioni da ormai 3-4 anni – a meno che i pazienti lo chiedano specificamente e insistano molto (per legge si possono trasferire fino a 3 embrioni). Quasi sempre raccomandiamo trasferire un solo embrione, soprattutto in caso di donazione di ovociti: il tasso di gravidanza gemellare in caso di ovodonazione è molto alta, e con pazienti di 45 o 46 anni in sovrappeso i rischi non sono insignificanti.

Inoltre, ogni volta abbiamo meccanismi migliori per selezionare l’embrione che va a ingravidare: oggi abbiamo più tranquillità nel trasferire 1 solo embrione, perché abbiamo più capacità di sapere quale sarà quello giusto.”

COME SI SELEZIONANO GLI EMBRIONI?

Oggi siamo in grado di coltivare gli embrioni per più tempo, e possiamo aspettare che l’embrione arrivi allo stato di blastocisti (ai 5 giorni di vita). Aumentiamo così le probabilità di gravidanza per trasferimento, perché sappiamo che gli embrioni che stiamo trasferendo hanno maggiori probabilità (se hanno raggiunto questa fase in laboratorio significa che sono piú forti, diciamo). Abbiamo meno embrioni, ma quelli che abbiamo hanno più possibilità di arrivare a una gravidanza.

Altra cosa è la cinetica embrionale. Con l’”embrioscope” e le telecamere che abbiamo ora, non solo possiamo vedere le cellule che ha un embrione (che ne determinano la qualità), ma anche la velocità e il modello di velocità con la quale si divide. Otteniamo formule matematiche che valutando come si divide, ci dicono se hanno più o meno probabilità di sfociare in una gravidanza.

In sintesi, oggi abbiamo più informazioni e più strumenti per selezionare l’embrione che con più probabilità può arrivare alla gravidanza. Ogni volta facciamo meno transfer, ma riusciamo ad evitare che siano frustranti.”

Dr. Dosouto, per concludere, quali consigli darebbe a tutti coloro che sono in processo di riproduzione assistita?

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